I riscaldatori locali convertono l'elettricità e i combustibili gassosi o liquidi in calore. Esempi tipici sono i riscaldatori o i convettori elettrici (portatili o fissi), i riscaldatori luminosi o i camini a legna. I riscaldatori locali si differenziano dalle caldaie per il fatto che la produzione di calore è localizzata e non prodotta in un luogo centralizzato (ad esempio un seminterrato) e distribuita in tutto l'edificio.
L'ampia gamma di apparecchi coperti ne fa il più grande gruppo di apparecchi di riscaldamento coperti dalla progettazione ecocompatibile, con una previsione di 331 milioni di unità installate nel 2030. Sebbene le stufe a pellet e i caminetti chiusi stiano diventando sempre più popolari, si prevede che i maggiori risparmi energetici (63 TWh/anno) provengano dalle stufe elettriche, che rappresentano oltre 70% delle stufe locali dell'UE.
COSA STA FACENDO L'UNIONE EUROPEA?
Dal 2015 è in vigore un regolamento sulla progettazione ecocompatibile (UE 2015/1188), attualmente in fase di revisione. Tra i punti elencati nella clausola di revisione del regolamento, vi è l'opportunità di stabilire requisiti di progettazione ecocompatibile più severi per l'efficienza energetica e le emissioni di NOx.
COSA VUOLE LA CAMPAGNA COOLPRODUCTS?
- Mettere un'etichetta sui riscaldatori elettrici. Attualmente, pur rappresentando la quota di gran lunga maggiore del gruppo di prodotti, i riscaldatori elettrici sono esclusi dal campo di applicazione del Regolamento sull'etichettatura energetica (UE 2015/1186) e i consumatori non sono consapevoli della loro inefficienza.
- Eliminare dal mercato le tecnologie meno efficienti, come le stufe elettriche prive di termostati o controlli e le stufe da esterno.
- Adottare valori limite ambiziosi per le emissioni di NOx.
Contributi tecnici e documenti di posizione di Coolproducts:
2019 - Sono necessarie norme più severe per i riscaldatori elettrici