I display (televisori, monitor di computer e altri schermi) sono sempre più grandi, con funzionalità sempre maggiori e caratteristiche che migliorano l'immagine, ma che non sono esenti da costi energetici e ambientali.
L'uso diffuso della retroilluminazione a LED ha portato a sostanziali guadagni in termini di efficienza energetica nei televisori nell'ultimo decennio, ma l'aumento di nuovi standard di immagine come il 4K/8K e l'HDR (high dynamic range) sta facendo aumentare nuovamente i consumi. Il consumo energetico di tutti i display europei (TV, monitor e display per la segnaletica) è stimato in circa 100 TWh all'anno, pari al consumo elettrico residenziale di Spagna e Polonia messe insieme.
La produzione di elettronica è anche un processo ad alta intensità di risorse ed energia. La produzione di display comporta notevoli emissioni di CO2, ha un'impronta importante sull'uso del suolo e richiede l'uso di materie prime critiche, la cui estrazione è ad alta intensità energetica. Alcuni display contengono anche sostanze pericolose come mercurio, piombo e ritardanti di fiamma, che pongono problemi ambientali e di salute.
Cosa sta facendo l'Unione Europea?
Nel 2009 sono state adottate misure di progettazione ecocompatibile e di etichettatura energetica per i televisori, con l'entrata in vigore di requisiti minimi di efficienza scaglionati entro il 2012 e l'aggiunta graduale delle classi di etichettatura A+, A++ e A+++ alla scala iniziale A-G. Diversi studi hanno rivelato che questi regolamenti mancavano di ambizione, non tenevano conto di una serie di prodotti come i monitor e non erano all'altezza dello sviluppo tecnologico.
La loro revisione è iniziata nel 2014, ma è stata più volte rimandata. Solo alla fine del 2018 sono stati approvati i nuovi regolamenti. Entreranno in vigore nel 2021, con un campo di applicazione ampliato (che comprende anche i monitor), una serie di requisiti minimi di efficienza energetica più severi, alcune disposizioni sull'efficienza delle risorse materiali (facile smontabilità, marcatura delle parti in plastica, restrizioni sui ritardanti di fiamma e disponibilità di pezzi di ricambio) e un'etichetta energetica A-G ridimensionata più impegnativa.
Si prevede che questi regolamenti rivisti e rafforzati consentiranno di risparmiare 39 TWh/anno di elettricità entro il 2030, una quantità quasi pari al consumo di elettricità residenziale della Svezia.
Cosa vuole la campagna Coolproducts?
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Un aggiornamento più rapido dei metodi di test dei display, per garantire che il ciclo di video di test sia più rappresentativo dei contenuti visualizzati nella vita reale;
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Il requisito che gli schermi siano testati con l'ultimo software disponibile, poiché gli aggiornamenti del software per i televisori connessi potrebbero avere un impatto negativo sul consumo energetico;
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Una regolamentazione completa e rigorosa della cartellonistica, in particolare a causa della rapida diffusione di display pubblicitari nello spazio pubblico;
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Utilizzo dell'etichetta energetica per comunicare informazioni sull'efficienza delle risorse (ad esempio, il punteggio di riparabilità);
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Livelli sufficienti di comunicazione pubblica sul nuovo formato dell'etichetta energetica, per aiutare i consumatori durante il periodo di transizione nel 2021.
Contributi tecnici e documenti di posizione di Coolproducts:
2017 - Feedback sulla revisione del documento di lavoro sulla progettazione ecocompatibile
2015 - Contributo alla revisione del documento di lavoro della Commissione europea
Ulteriori letture:
Studio preliminare sugli schermi segnaletici, Confédération Suisse, settembre 2017
Colmare il divario di realtà - garantire un'etichetta energetica equa per i consumatori, CLASP, ECOS, EEB, Topten, giugno 2017
Durata di vita degli apparecchi elettrici sempre più breve, UBA, novembre 2016