Nel 2016 sono state vendute nell'UE circa 25 milioni di unità di apparecchiature per la stampa di immagini. Il consumo totale di elettricità di questo gruppo di prodotti è di circa 5 TWh/anno, ma i principali "punti caldi" ambientali provengono dalla fase di produzione e dall'uso di materiali di consumo per la stampa.
Le stampanti contengono materiali critici e pericolosi e la loro vita media non è così lunga come potrebbe essere. La scarsa durata e gli alti costi di riparazione delle stampanti attuali, insieme al costo particolarmente basso di questi dispositivi quando vengono venduti nuovi, fanno sì che i consumatori li trattino quasi come beni usa e getta.
I profitti dei produttori di stampanti provengono principalmente dai materiali di consumo, il che incentiva i produttori ad utilizzare tecniche che consentano di vendere il maggior numero possibile di cartucce. Ciò include, ma non solo, un basso utilizzo della potenziale capacità totale delle cartucce e l'accoppiamento dei componenti per rendere inutilizzabili le cartucce rigenerate e quelle di terzi. Ciò rende le cartucce una fonte di rifiuti materiali sostanziali. Si stima che da 60 a 70% di cartucce scartate finiscano ancora nelle discariche o negli inceneritori.
COSA STA FACENDO L'UNIONE EUROPEA?
A causa del consumo di elettricità relativamente limitato delle stampanti, questi dispositivi sono finora sfuggiti alla regolamentazione obbligatoria dell'UE. L'industria delle stampanti ha proposto di impegnarsi in un'iniziativa volontaria che la Commissione europea ha accettato di approvare nel 2013.
Una revisione avviata dall'UE nel 2018 ha evidenziato i punti deboli, precedentemente identificati da Coolproducts, nell'ambito dell'iniziativa industriale e nei requisiti di efficienza delle risorse, nonché disposizioni ambigue e problemi nel modo in cui l'iniziativa è gestita e operata.
L'accordo volontario proposto successivamente dall'industria nel 2021 non ha soddisfatto queste preoccupazioni ed è stato quindi respinto dalla Commissione Europea.
Nel 2024, il Centro comune di ricerca (CCR) ha pubblicato uno studio preparatorio per lo sviluppo di requisiti di progettazione ecocompatibile e di etichettatura energetica per le apparecchiature di imaging, compresi i materiali di consumo, tenendo conto delle preoccupazioni della società civile. La Commissione europea sta elaborando questi requisiti.
COSA VUOLE LA CAMPAGNA COOLPRODUCTS?
- Etichettatura energetica che prende in considerazione i diversi tipi di stampanti e un sistema di punteggio per le riparazioni.
- Aumentare le percentuali di cartucce rigenerate e riutilizzate rispetto a quelle riciclate
- Requisiti di efficienza delle risorse sia per le cartucce che per le stampanti.
- Divieto assoluto di accoppiamento dei pezzi e di altre pratiche antiriparazione che ostacolano le riparazioni indipendenti e fai-da-te.
- Disponibilità totale di tutti i ricambi per tutti.
Contributi tecnici e documenti di posizione di Coolproducts:
2023 - Impatto ambientale delle apparecchiature di imaging, compresi i materiali di consumo