In un passo atteso da tempo, il Parlamento dell'UE ha votato per adottare il testo negoziato sulla revisione della Direttiva sul rendimento energetico nell'edilizia (EPBD), segnando un momento cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici e alle emissioni legate agli edifici in Europa. L'Ufficio europeo per l'ambiente (EEB) accoglie con favore questa importante pietra miliare, sottolineando al contempo il ruolo critico dell'attuazione da parte degli Stati membri e del monitoraggio dell'UE per ottenere risultati tangibili.
La revisione della direttiva EPBD introduce cambiamenti radicali volti a ridurre le emissioni degli edifici dell'UE. In particolare, la direttiva impone ai governi di valutare e limitare le emissioni di tutti i nuovi edifici a partire dal 2030, concentrandosi anche sul carbonio incorporato iniziale dei materiali da costruzione. Gli obiettivi di riduzione dell'impatto climatico promuoveranno l'adozione di materiali a basse emissioni di carbonio e di soluzioni di energia rinnovabile in tutto il continente.
Tuttavia, la flessibilità delle strategie di rinnovamento degli edifici esistenti complica la supervisione dell'UE, affidando ai singoli Paesi l'onere di definire le proprie ambizioni.
Laetitia Aumont, responsabile delle politiche dell'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB), ha detto:
"Questa legge è una pietra miliare del clima. I Paesi dell'UE devono ora mantenere lo slancio. È fondamentale puntare alla ristrutturazione delle abitazioni con le peggiori prestazioni: è un investimento intelligente che consente di ottenere elevati risparmi energetici e riduzioni delle emissioni, oltre a combattere la povertà energetica e a favorire l'occupazione".
La direttiva EPBD affronta anche l'urgente necessità di eliminare gradualmente i combustibili fossili. Tuttavia, l'efficacia della direttiva dipende da definizioni e interpretazioni chiare da parte della Commissione europea e degli Stati membri. Se la Commissione definisce le caldaie fossili come qualsiasi tecnologia parzialmente o interamente alimentata da combustibili fossili, il sostegno pubblico al riscaldamento fossile potrebbe cessare entro il 2025. Nel testo attuale, inoltre, gli Stati membri sono invitati a passare al riscaldamento rinnovabile "in vista di un'eliminazione graduale delle caldaie fossili entro il 2040".
Davide Sabbadin, responsabile ad interim delle politiche dell'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB), ha detto:
"L'inclusione di una data di eliminazione graduale per il sostegno e l'utilizzo pubblico trasmette un messaggio chiaro: il riscaldamento fossile è in via di estinzione. Questo dovrebbe incoraggiare i Paesi e la Commissione europea a fissare obiettivi di eliminazione graduale ancora più elevati, riducendo rapidamente le bollette energetiche e l'impatto sul clima. Con un forte impegno politico, un futuro senza fossili per le nostre case è a portata di mano".
Oltre alla riduzione delle emissioni, la direttiva introduce misure innovative per rafforzare il ruolo delle comunità energetiche, dare priorità ai finanziamenti per le famiglie vulnerabili e istituire One-Stop-Shop per un più facile accesso alle informazioni e ai modelli cooperativi.